Stories from the Italian Poets: with Lives of the Writers, Volume 2 eBook

This eBook from the Gutenberg Project consists of approximately 394 pages of information about Stories from the Italian Poets.

Stories from the Italian Poets: with Lives of the Writers, Volume 2 eBook

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  Rispose Orlando:  Io tiro teco a un seguo,
    Che l’armi son del’uomo il primo onore;
  Ma non gia che ’l saper faccia un men degno,
    Anzi l’adorna com’ un prato il fiore;
  Ed e simile a un bove, a un sasso, a un legno,
    Che non pensa a l’eterno Creatore;
  Ne ben si puo pensar, senza dottrina,
  La somma maestade, alta e divina.

  Disse Agricane:  Egli e gran scortesia
    A voler contrastar con avvantaggio. 
  Io t’ ho scoperto la natura mia,
    E to conosco, the sei dotto e saggio;
  Se piu parlassi, io non risponderia;
    Piacendoti dormir, dormiti ad aggio;
  E se meco parlar hai pur diletto,
  D’arme o d’ amor a ragionar t’ aspetto.

  Ora ti prego, che a quel ch’ io domando
    Risponda il vero, a fe d’ uomo pregiato;
  Se in se’ veramente quell’ Orlando,
    Che vien tanto nel mondo nominato;
  E perche qui sei giunto, e come, e quando;
    E se mai fosti ancora innamorato;
  Perche ogni cavalier, ch’e senza amore,
  Se in vista e vivo, vivo senza core.

  Rispose il Conte:  Quell’ Orlando sono,
    Che uccise Almonte e’l suo fratel Troiano;
  Amor m’ ha posto tutto in abbandono,
    E venir fammi in questo luogo strano. 
  E perche teco piu largo ragiono,
    Voglio the sappi che ’l mio cor e in mano
  De la figliuola del Re Galafrone,
  Che ad Albracca dimora nel girone.

  Tu fai co ’l padre guerra a gran furore,
    Per prender suo paese e sua castella;
  Ed io qua son condotto per amore,
    E per piacer a quella damisella;
  Molte fiate son stato per onore
    E per la fede mia sopra la sella;
  Or sol per acquistar la bella dama
  Faccio battaglia, e d’altro non ho brama.

  Quando Agrican ha nel parlare accolto,
    Che questo e Orlando, ed Angelica amava,
  Fuor di misura si turbo nel volto,
    Ma per la notte non lo dimostrava;
  Piangeva sospirando come un stolto,
    L’anima e ’l petto e ’l spirto gli avvampava,
  E tanto gelosia gli batte il core,
  Che non e vivo, e di doglia non more.

  Poi disse a Orlando:  Tu debbi pensare,
    Che come il giorno sara dimostrato,
  Debbiamo insieme la battaglia fare,
    E l’uno o l’altro rimarra su ’l prato. 
  Or d’una cosa ti voglio pregare,
    Che, prima che vegnamo e cotal piato,
  Quella donzella, che ’l tuo cor disia,
  Tu l’abbandoni e lascila per mia.

  Io non potria patire, essendo vivo,
    Che altri con meco amasse il viso adorno: 
  O l’uno o l’altro al tutto sara privo
    Del spirto e de la dama al novo giorno;
  Altri mai non sapra, che questo rivo
    E questo bosco, ch’e quivi d’intorno,
  Che l’abbi rifiutata in cotal loco
  E in cotal tempo, che sara si poco.

  Diceva Orlando al Re:  Le mie promesse
    Tutte ho servate, quante mai ne fei;
  Ma se quel che or mi chiedi io promettesse
    E s’io il giurassi, io non l’attenderei;
  Cosi poria spiccar mie membra istesse
    E levarmi di fronte gli occhi miei,
  E viver senza spirto e senza core,
  Come lasciar d’ Angelica l’amore.

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